La fibrillazione atriale
In condizioni normali, il nostro cuore batte regolarmente ad una frequenza generalmente compresa tra 60 e 100 battiti al minuto. Questa regolarità è dovuta al corretto funzionamento di una sorta di centralina elettrica, situata nell'atrio destro, che fa battere il cuore in modo consono al tipo di attività che stiamo svolgendo, ed all'armonico propagarsi dell'impulso elettrico attraverso gli atri.
Quando invece è presente una fibrillazione atriale, questo meccanismo si inceppa, gli atri si contraggono precipitosamente ad una frequenza altissima ed in mdo completamente scoordinato, fibrillano, appunto.
Le conseguenze sono molteplici. 
Tanto per cominciare, il cuore batte il modo completamente irregolare, il tempo che separa un battito da quello successivo non è mai costante ( delirium cordis) , la frequenza cardiaca non è proporzionata al tipo di attività che stiamo svolgendo. Contraendosi così in fretta, gli atri non riescono a svolgere il loro consueto lavoro, e la quantità di sangue che il cuore pompa può decrescere anche del 30%, determinando stanchezza, fiatone, gonfiore alle gambe, difficoltà a svolgere tutte quelle attività che prima non comportavano particolari difficoltà. Si può cioè creare uno scompenso cardiaco.
Infine, il ristagno di sangue all'interno degli atri, ed in particolare in una zona ben localizzata dell'atrio sinistro, definita auricola sinistra, può determinare la comparsa di coaguli ( trombi), che a loro volta, staccandosi ( emboli), spesso impediscono l'afflusso di sangue al cervello con conseguenze disastrose
